Scuola. CISL fa appello a Regione: dimensionamento Emilia-Romagna va governato  - "Convocare un tavolo, calo demografico non sia alibi per tagli"
  • Data

    17-09-2026

  • Categoria

    Orientamento, Scuola

"Non saremo spettatori mentre la scuola emiliano-romagnola viene ridisegnata attraverso automatismi numerici", promette Luca Battistelli, segretario regionale della Cisl Scuola, facendo i conti con gli effetti del dimensionamento imposto all'Emilia-Romagna nonostante il 'no' della Regione all'accorpamento degli istituti scolastici. "Chiediamo alla Regione una scelta precisa: aprire un confronto permanente per governare il cambiamento e programmare oggi la scuola dei prossimi anni. Il calo demografico non può diventare un alibi per ridurre la scuola pubblica: deve essere un'opportunità per renderla più forte e più stabile", chiede Battistelli ricordando come il sindacato abbia chiesto che le risorse aggiuntive per il personale Ata siano riconosciute anche alle scuole delle Regioni interessate dal commissariamento, tra cui l'Emilia-Romagna. "Studenti, lavoratori e istituzioni scolastiche non possono essere penalizzati per le modalità istituzionali con cui è stato attuato il dimensionamento", sostiene la Cisl Scuola. "I numeri confermano le nostre preoccupazioni", fa sapere il sindacato, numeri alla mano: l'Emilia-Romagna presentava già una media di 994 alunni per autonomia scolastica. Nel 2026-2027 si aggiungono 221 posti Ata in meno tra organico di diritto e di fatto e una riduzione di 53 posti di potenziamento docente.
A pesare è soprattutto una precarietà ormai strutturale: circa il 30% dei posti docenti e quasi il 40% dei posti Ata coperto da personale precario. Sul sostegno, 9.190 posti su 17.181 complessivi sono in deroga, pari al 53,5%. "Un quadro che richiede stabilità, investimenti e programmazione. Il calo demografico non può tradursi automaticamente in una riduzione di autonomie, organici e servizi", osserva la Cisl che rinnova a viale Aldo Moro la richiesta di istituire un tavolo regionale permanente sulla scuola, con Regione, Ufficio scolastico regionale e organizzazioni sindacali, nel quale affrontare in modo strutturale dimensionamento, andamento demografico, organici, precariato e sostenibilità della rete scolastica. "Al ministero chiediamo altrettanta chiarezza: l'Emilia-Romagna non può pagare due volte, prima con il dimensionamento disposto attraverso il commissariamento e poi con l'esclusione delle scuole dalle risorse aggiuntive. Le conseguenze delle scelte istituzionali non possono essere scaricate su lavoratori e studenti", incalza il sindacato.