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15-09-2026
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Orientamento, Scuola
Bologna, 14 set. - Prima campanella domani in Emilia-Romagna. Ma i problemi non sono risolti. Anzi, "restano numerose criticità". A sostenerlo è Davide Battistelli, segretario regionale della Cisl Scuola, che plaude all'impegno di docenti, dirigenti e personale, al lavoro già da settimane per organizzare attività, predisporre i plessi e garantire le condizioni necessarie all'avvio del nuovo anno scolastico. Ancora una volta la scuola riesce a ripartire grazie alla professionalità e all'impegno quotidiano di chi vi lavora". Eppure i problemi sono ancora all'ordine del giorno, sostiene il sindacato. A partire dal precariato, che "interessa circa il 30% dei docenti e il 40% del personale Ata. In diverse province proseguono ancora le nomine dalle graduatorie, così come le chiamate dalla terza fascia Ata, mentre per la copertura delle sedi vacanti di direttori amministrativi si sta facendo ricorso agli interpelli, con situazioni particolarmente difficili in alcuni territori". Insomma, avverte il sindacato, serve "ancora qualche settimana" perchè tutto il personale prenda servizio e le scuole siano a regime. "Non possiamo continuare a considerare normale che ogni settembre una parte così consistente del sistema scolastico debba essere ricostruita attraverso migliaia di contratti a tempo determinato", tuona Battistelli, che considera "emblematica" in Emilia-Romagna la situazione del sostegno: a fronte di 7.991 posti in organico, ce ne sono 9.190 in deroga coperti con docenti precari.
Per la Cisl è preoccupante anche il quadro del personale Ata: rispetto all'anno scorso ci sono 221 posti in meno tra organico di diritto e di fatto. Inoltre, su oltre 3.100 posti disponibili, sono state autorizzate 1.131 assunzioni a tempo indeterminato. Non possiamo chiedere alle scuole di affrontare compiti e responsabilità sempre maggiori riducendo il personale- attacca Battistelli- il personale Ata è indispensabile per la sicurezza, la vigilanza, l'amministrazione e il funzionamento quotidiano delle nostre istituzioni scolastiche". Ci sono poi questioni che vanno oltre settembre. E per questo la Cisl Scuola Emilia-Romagna chiederà un nuovo confronto su dimensionamento scolastico, riforma degli istituti tecnici, organici e sistema di reclutamento, ma anche su sicurezza e vivibilità degli edifici scolastici, alla luce della crisi climatica. "Il calo demografico non può tradursi automaticamente in meno scuole e meno personale- sostiene Battistelli- al contrario, deve diventare l'occasione per investire sulla qualità, ridurre il precariato e rendere il lavoro nella scuola più attrattivo, anche attraverso una maggiore valorizzazione economica e professionale".