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06-10-2026
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Orientamento, Scuola
Si è tenuta questa mattina a Bologna l’iniziativa organizzata da Cisl Scuola Area Metropolitana Bolognese in occasione della Giornata Nazionale RSU e Delegati promossa da Cisl Scuola.
Un momento di confronto, formazione e aggiornamento, per ribadire il valore della rappresentanza sindacale a scuola e in tutti i luoghi di lavoro, e il compito fondamentale delle RSU che ogni giorno rappresentano colleghe e colleghi nelle relazioni sindacali e nella contrattazione d’istituto.
“Le RSU e i delegati sono le nostre sentinelle nelle scuole e rappresentano un valore aggiunto fondamentale per il sindacato. - dichiara Claudio Guido Longo, Segretario Generale Cisl Scuola Area Metropolitana Bolognese - È nelle scuole, infatti, che le grandi questioni nazionali diventano problemi concreti: il contratto nazionale si firma a Roma, ma vive ogni giorno nei luoghi di lavoro, quando una RSU verifica l’applicazione di una norma, informa una lavoratrice o un lavoratore sui propri diritti, contratta sull’organizzazione del lavoro, tutela una persona e costruisce relazioni sindacali concrete. Per questo abbiamo bisogno di RSU e delegati forti, preparati, autonomi e presenti, capaci non soltanto di intervenire quando nasce un problema, ma di contribuire a costruire soluzioni prima che quel problema diventi un’emergenza. Questa è la forza della rappresentanza.”
Nella mattinata, sono intervenuti: Enrico Bassani, Segretario Generale UST Cisl Area Metropolitana Bolognese; Luca Battistelli, Segretario Generale Cisl Scuola Emilia Romagna; Valentina Angiolini, Coordinatrice RSU Cisl Scuola Area Metropolitana Bolognese; Andrea Manti, Coordinatore Docenti Precari Cisl Scuola Emilia Romagna; Claudio Guido Longo Segretario Generale, Cisl Scuola Area Metropolitana Bolognese
Scuola, innovazione, partecipazione
Il dibattito si è aperto con una riflessione sulla sfide della scuola di oggi, che nel nostro territorio si trova ad affrontare criticità riflesso dei problemi più ampi del sistema scolastico nazionale.
Il primo nodo è quello degli organici e della precarietà: nelle scuole mancano persone e una quota ancora troppo significativa del personale continua a lavorare con contratti a tempo determinato. Una situazione particolarmente evidente nel personale ATA e nel sostegno, dove il numero molto elevato di posti in deroga mostra come non si sia più di fronte a un’emergenza temporanea, ma a un fabbisogno ormai strutturale. A questo si aggiungono il calo demografico e il dimensionamento della rete scolastica.
“La scuola dell’Emilia-Romagna sta cambiando e le sfide che abbiamo davanti non possono essere affrontate semplicemente riducendo risorse e personale. - sottolinea Luca Battistelli, Segretario Generale Cisl Scuola Emilia Romagna - Il calo demografico è ormai un dato con cui dobbiamo fare i conti, ma meno alunni non deve significare meno scuola. Al contrario, dovrebbe diventare un’occasione per migliorare la qualità, avere classi meno numerose, prestare maggiore attenzione alle fragilità e garantire maggiore continuità didattica. Oggi abbiamo però un problema strutturale di organici e precarietà, particolarmente evidente nel personale ATA e nel sostegno. Se il fabbisogno è strutturale, anche l’organico deve diventare strutturale: stabilizzare una parte significativa di questi posti significa garantire qualità e continuità e permettere alle scuole di programmare il proprio lavoro. Le risorse economiche sono importanti, ma da sole non bastano: abbiamo bisogno soprattutto di personale, perché senza un numero adeguato di lavoratrici e lavoratori non possiamo costruire una scuola pubblica di qualità.”
Un’altra grande sfida, emersa dal dibattito, riguarda inclusione e integrazione, particolarmente rilevanti in territori complessi e diversificati come quelli dell’Emilia-Romagna. Non bastano norme o limiti numerici: servono docenti, personale ATA, insegnanti specializzati sul sostegno, italiano L2, mediatori linguistici e culturali e strumenti che consentano una reale personalizzazione della didattica.
“Una scuola che unisce non può limitarsi ad alzare barriere, deve trovare soluzioni. - ribadisce Battistelli - Se vogliamo garantire una vera inclusione abbiamo bisogno di classi meno numerose, di italiano L2, di mediatori linguistici e culturali e di strumenti per la personalizzazione della didattica. Lo stesso vale per il sostegno: queste professionalità non possono essere considerate dei “tappabuchi”, da utilizzare ogni volta che c’è un’emergenza. L’inclusione si costruisce soprattutto con le risorse e con un numero adeguato di persone, mettendole nelle condizioni di dare continuità e qualità ai percorsi degli studenti.”
In questo contesto, il rinnovo del CCNL costituisce uno degli strumenti fondamentali per affrontare le criticità. Di fronte a precarietà, carenza di personale e difficoltà organizzative, la risposta non può infatti limitarsi a interventi emergenziali o a singole misure legislative: occorre rafforzare la contrattazione e valorizzare concretamente tutte le professionalità.
“Il contratto del triennio 25/27 interviene sul piano economico, con incrementi degli stipendi tabellari e di alcune componenti fisse della retribuzione,- osserva Longo – ma non è un punto di arrivo, dobbiamo guardare anche alla parte normativa del contratto, oggi oggetto di negoziato. Perché il salario è fondamentale, ma non basta.
La qualità del lavoro passa anche dalle condizioni nelle quali quel lavoro viene svolto: orari, formazione, riconoscimento professionale, conciliazione vita-lavoro, partecipazione e relazioni sindacali.”
Di fronte a queste sfide, diventa ancora più importante rafforzare la contrattazione e la rappresentanza sindacale all’interno delle scuole. È attraverso il confronto e la negoziazione che le criticità possono trasformarsi in proposte e soluzioni concrete, partendo dai bisogni reali di chi la scuola la vive ogni giorno.
Per questo, le RSU e i delegati rappresentano un presidio fondamentale di partecipazione: sono il punto di raccordo tra lavoratrici e lavoratori, istituzioni scolastiche e organizzazione sindacale, raccolgono problemi e necessità e contribuiscono a far vivere concretamente nelle scuole i diritti e le tutele definiti dal contratto, contribuiscono a costruire risposte più adeguate alle trasformazioni che interessano la scuola.
“Il rinnovo del contratto ci dice che la contrattazione produce risultati, la situazione del precariato ci dice che c'è ancora molto da fare, i numeri del sostegno ci dicono che la continuità deve diventare strutturale, i dati sul personale ci dicono che dobbiamo continuare a batterci per organi adeguati e per la stabilità e il vostro lavoro quotidiano ci dice che la rappresentanza sindacale nelle scuole è indispensabile - conclude Longo, ringraziando RSU e delegati - In una fase in cui spesso prevalgono individualismo e frammentazione, dobbiamo ricordare che insieme siamo più forti: una RSU può affrontare un problema, ma una rete di RSU può cambiare il modo in cui quel problema viene affrontato; un delegato può aiutare un collega, ma una comunità sindacale può costruire tutele per migliaia di lavoratrici e lavoratori. Stabilità, programmazione e valorizzazione, queste sono le parole con cui vogliamo costruire insieme la scuola del futuro e queste sono le ragioni per cui la CISL Scuola continuerà con determinazione a fare la propria parte.”
