È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 la legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026, in vigore dal 1° gennaio 2026.
La CISL Scuola, attraverso una scheda di lettura curata dall’Ufficio sindacale–legale nazionale, ha analizzato i contenuti della manovra, evidenziando le misure di maggiore interesse per il personale della scuola e formulando un giudizio articolato sui punti di recepimento delle richieste sindacali e su quelli che presentano ancora elementi di criticità
Di seguito, una sintesi dei principali interventi che interessano docenti, personale ATA e lavoratori delle scuole statali e paritarie.
Riduzione IRPEF: benefici per una parte del personale scolastico
La legge di bilancio riduce dal 35% al 33% la seconda aliquota IRPEF per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.
Per il personale della scuola, la misura comporta una riduzione del carico fiscale, con un beneficio massimo stimato fino a 440 euro annui, pienamente riconosciuto per redditi complessivi fino a 200.000 euro.
Secondo la CISL Scuola, si tratta di un intervento positivo, pur non risolutivo, che va nella direzione di una maggiore equità fiscale, ma che non sostituisce la necessità di un intervento strutturale sul potere d’acquisto degli stipendi.
Pensioni: proroga APE sociale e novità sui requisiti
La manovra proroga fino al 31 dicembre 2026 l’APE sociale, misura che interessa anche il personale scolastico, in particolare:
docenti della scuola dell’infanzia e primaria (lavori gravosi);
lavoratori con disabilità o che assistono familiari con handicap grave;
lavoratori con lunga anzianità contributiva.
Sono inoltre previste modifiche all’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita e una riduzione, dal 2027, dei tempi di liquidazione del TFS/TFR per il personale pubblico.
La CISL Scuola sottolinea l’importanza di tutele previdenziali specifiche per chi opera nella scuola, settore caratterizzato da carichi di lavoro e responsabilità crescenti.
Misure per genitorialità e conciliazione vita-lavoro
Tra gli interventi di maggiore impatto sociale:
rafforzamento del bonus per le madri lavoratrici con due o più figli, fino a 720 euro annui;
estensione dei congedi parentali fino ai 14 anni di età dei figli;
nuove priorità per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time per genitori con almeno tre figli o con figli con disabilità.
Misure che interessano sia il settore pubblico sia quello privato, comprese le scuole paritarie.
Scuola statale: supplenze, organici e risorse
La legge introduce novità sulla gestione delle supplenze brevi e sulla definizione annuale dell’organico dell’autonomia, superando l’impostazione triennale.
È previsto inoltre che eventuali risparmi di spesa sulle supplenze possano essere destinati, entro certi limiti, al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (MOF).
La CISL Scuola richiama l’attenzione sulla necessità di evitare ricadute negative sull’organizzazione del lavoro nelle scuole e sulla qualità del servizio.
Scuole paritarie: contributi alle famiglie
Per l’anno 2026 è previsto un contributo fino a 1.500 euro per studente, destinato alle famiglie con ISEE fino a 30.000 euro, per la frequenza:
Una misura che, secondo la CISL Scuola, va monitorata attentamente affinché sia equa, accessibile e realmente sostenibile per le famiglie e per il sistema delle scuole paritarie.
La posizione della CISL Scuola
La CISL Scuola riconosce alcuni segnali positivi nella manovra, ma ribadisce che restano aperte questioni centrali, a partire dal rinnovo contrattuale, dalla valorizzazione professionale del personale e da investimenti strutturali sull’istruzione.
Un giudizio più ampio sui contenuti della legge è stato espresso dalla CISL anche attraverso un’intervista della segretaria generale Daniela Fumarola, che ha evidenziato risultati e criticità del confronto con il Governo.
Cosa fare ora
La CISL Scuola Emilia-Romagna invita lavoratrici e lavoratori:
a informarsi sulle singole misure che li riguardano;
a rivolgersi alle sedi sindacali per chiarimenti e assistenza;
a seguire gli aggiornamenti applicativi, in attesa dei decreti attuativi.